Spin, etc... etc...
agenda0607 | Spin, etc... etc...
... ma che politica, che cultura? sono solo canzonette

domenica, 28 ottobre 2007

Ma che Cure e Cure! Siamo andati a vederci Scooby Doo !!!
Nello spirito del programma "vita ai giorni e non giorni alla vita" (con moderazione).

E come era?
Caruccetto, adatto ai bimbi, che infatti erano tutti là, una intera selezione di gnomi ritardatari che non ce l'avevano fatta per le date ufficiali. E come spesso capita in questi casi: 1 adulto (di solito una mamma) ed N bambini. Noi invece eravamo un adulto con un solo bambino ed io ho chiacchierato con una mamma vicina di seggiolino (che di poltrone al PalaSharp non ce ne è)... e di cosa? circoncisione di incapace! 

Si, ma come è?
Lo hai mai visto un cartone di Scooby Doo? Io da piccola si, ma non ne uscivo pazza, e poi da grande, con un bambino, si, ne ho visti... se hai un bambino le avventure di Scooby Doo le hai viste di sicuro, se non le hai mai viste che ti interessa di questo musical? lascia stare!

E quindi?
E quindi è esattamente come un cartone della serie: fughe, trasvestimenti, porte che si aprono e si chiudono, Scooby Doo sul monopattino, il fantasma, le scene al buio con gli occhi luminosi, lo scivolo segreto, e il mistero che si risolve in mondo inaspettato con informazioni che si tirano fuori dal cappello all'ultimo momento. Poca trama, insomma, e molti giringiro.

Una schifezza, confessa!
No, diciamo che si regge su un delicato equilibrio tale per cui se vai senza bambini non ti diverti particolarmente - lo spettacolo è congegnato con domande al pubblico e con il fantasma che appare dietro ad un poveretto che non lo nota per cui c'è la platea minorile impazzita che ride e poi strilla a destra a sinistra dietro di te lì lì il fantasma, etc etc...
Lo spettacolo è vedere tuo figlio con la bocca aperta o che salta strillando sulla sedia.
Senza bambini non funziona bene.

Senza bambini io avrei visto volentieri Giulietta e Romeo, non fosse stato per il prezzo da completamente fuori di testa.

Erano bravi?
Non è uno spettacolo che richiede grandi doti da ballerino o ballerina, cantare però cantavano e dal vivo (infatti Sofia a un certo punto ha steccato). Non male, sul serio.
Veramente brava la bassotta che interpreta Velma, molto esagerata nella gestualità nel senso proprio da cartone animato, ma senza strafare, molto energica, colpisce e resta in mente.

Soddisfatta?
Il pubblico fruente, anche se non pagante, sarebbe stato mio figlio il quale all'uscita ha chiesto se esisteva il DVD di questo spettacolo. Per cui, è chiaro, il pubblico target ha gradito.

Il minore gradisce anche Goldrake, fate un po' voi.

Il pubblico adulto,  nel suo piccolo, ha visto di meglio...  ma ha gradito.

postato da SpezzaIncantesimi alle 20:04 ÷ link ÷ commenti (13)


sabato, 07 ottobre 2006

Scopro che i creatori di Un medico tra gli orsi (Northern Exposure) sono gli stessi di Sant'Eligio (St. Elsewhere).
 
A posteriori mi stupisco di non averlo sospettato, non poteva che essere così.

Il primo era surreale,  il secondo denso di umorismo macabro. Io l'ho visto in modo occasionale, come quasi tutta la televisione che vedo (unica eccezione: Amici della sciura Maria). Occasionale, ma appassionato.

L'ultimo episodio di St Elsewhere credo sia, nel suo microcosmo, mitico: scende la neve sull'ospedale St Eligius (chiamato affettuosamente St Elsewhere, cioè San DaUnAltraParte, inteso come luogo dove portare i pazienti poveri senza una buona assicurazione che copra tutto).
La telecamera si sposta in una casa: si vedono due dei medici della serie con un bambino, il figlio di uno dei due. Solo che i medici non sono medici: sono vestiti da muratori e fanno i muratori.
Il bambino è autistico  e il padre dice di non capire questo autismo, suo figlio passa ore ad osservare l'oggetto con cui gioca, a cosa penserà mai?

L'oggetto che ha in mano il bambino è una di quelle palle di vetro con dentro la neve: la rovesci e nevica sull'oggetto al centro della sfera.

Il papà prende la sfera dalle mani del bambino e gli dice basta, è ora di andare a lavarsi le mani.

Si vede la sfera nel dettaglio: l'edificio sotto i fiocchi di neve è il Sant'Eligio.

Fine.

 

Tutta la storia non era che la fantasia di un bambino.
E finisce semplicemente perché è ora di andare a lavarsi le mani.
 

Che poi in fondo è così: le serie televisive non finiscono perché si arriva ad una conclusione di una storia  o perché i personaggi vanno tutti altrove. Finiscono per altri motivi che con la serie non hanno a che fare.

 

Quello che non sapevo è che c'è chi si è divertito a ricostruire l'universo di Tommy Westphall (il bambino): se un attore che era in St Elsewhere è apparso in un'altra serie, allora anche quella non può che essere un altro prodotto dell'immaginazione di Tommy.

Il jpeg sul sito è divertente, anche se molti telefilm magari sono (o sembrano, potere di una traduzione) sconosciuti. E così ecco che cosa legherebbe Star Trek ad Arnold, e Buffy a Vita da Strega.

La cosa si potrebbe ramificare ulteriormente, anche perché in quella serie hanno recitato pure Denzel Washington e Helen Hunt.

Per chi si lascia scoraggaire dall'inglese: qui il link diretto con il jpeg. Direi di notare I love Lucy, probabilmente trasmesso anche da noi all'epoca delle televisioni private selvagge, con protagonista Lucille Ball,  La famiglia Addams, Green Hornet (che a me dice qualcosa probabilmente solo perché ho un marito appassionato di Bruce Lee) fino a Beverly Hills. Incredibile, vero?

Non mi spiacerebbe possedere St'Elsewhere (un privato ne vende uno qui e l'alro . Fino a Natale c'è tempo, mi pare). E' da quando siamo sposati che dovrei cheidere al marito qualcosina d'oro e poi finiamo su cose più voluttuose. Siamo dei disgraziati: che lasceremo a nostro figlio?

postato da SpezzaIncantesimi alle 09:29 ÷ link ÷ commenti (10)


sabato, 02 settembre 2006

Moscanera è pregata di saltare direttamente al prossimo post, che queste non son cose per lei ;P

Alla fine non vi siete comprate le scarpette B* per la pioggia estiva, che avevate solo due paia di scarpe per la vostra estate, ma poi tanto non ha piovuto e poi il piede non ci entrava bene e bisognava fare un altro buco per il cinturino, e quindi era inutile, tutti soldi buttati, aspettiamo di dimagrire, va!
Se ne riparla a maggio 2007, che poi quante paia di scarpe serviranno mai ad una donna?

Però v'è rimasta la voglia di fare un acquisto per voi e solo per voi; a Natale vi regalerete un profumo osando un web acquisto senza sniffata, probabilmente Grain de soleil, unito a dei campioncini dal nome evocativo, come Reve Indien, Emilie, Eau Fantasque... tutte cose molto femminili, che di campioncini di profumi invece, non se ne ha mai abbastanza... e, molto  probabilmente, resterete delusa.

Cosa scegliete?

La sciarpona prugna, rosa e blu, vagamente psichedelica, in cui avvolgervi con allegria nel freddo che verrà?

La sciarpetta rosablu corta corta da attorcigliare stretta intorno al collo? Che vi ricorda i pastelli del vostro bambino, tutti mescolati? Però siete grassa ed avete un seno abbondante, non è che con quella sciarpetta lì...?

La sciarpona di un caldo color arancio con tracce di giallo, che offre al mondo quel tocco solare che la vostra personalità proprio non ha? Vi identificate di più in quella color prugna a dire il vero, però siete mora e da sempre alle more si abbinano colori caldi ed autunnali.

La sciarpa ad anello verdone e rosso-magenta che ricorda un cespuglio di frutti di bosco?


Ne vorrei regalare una anche a mia madre.

A mia suocera no, che ama le cose classiche.

Alla sorella del marito no che non abbiamo gli stessi gusti (è una giovinetta trendy, amerebbe più cose dal design moderno).


 

In questi giorni sto usando un campioncino di Anice di Etro.
Per quanto apprezzabilmente fresco ed androgino non me lo comprerei mai: se spruzzato intorno al collo vi avvolge di una nuvola all'anice che ricorda molto una nota bevanda. Alla lunga darebbe come unica impressione che il lavoro alla Valle Operosa mi pesa così' tanto da costringermi, tutte le mattine, ad una sosta al bar a farmi un cicchetto.

 

postato da SpezzaIncantesimi alle 19:24 ÷ link ÷ commenti (6)


giovedì, 24 agosto 2006


Mi scrive amazon: il libro scemino (della Cabot) che avevo ordinato a giugno, e che era destinato alla lettura in spiaggia, a luglio, arriverà verso il 6 di Ottobre 2006. Mi offrono, per compensare il disagio, un buono da 3 sterline per il prossimo acquisto da piazzare presso di loro.

Certo che io con gli acquisti via internet ho proprio fortuna, la tipa che mi scrive poi è pure indiana... salwar!

Tra l'altro per abbassare idealmente le spese di spedizione avevo unito un altro Cabot che però mi interessava meno. Quello mi è arrivato, ma solo dopo le mie vacanze (e si che avevo ordinato per tempo); anche in quel caso c'era una graziosa letterina, che diceva che siccome avevo chiesto l'acquisto congiunto dei due libri ed invece non era stato possibile, non avrei pagato il fisso della seconda spedizione, a suo tempo. Corretti sono corretti, ma svaniti pure.
 

A dicembre, nonostante la diffidenza, voglio comunque spendere in profumi, o I Profumi di Firenze, o  Fragonard e quindi mi toccherà di nuovo passare per il web. Dato che non ho annusato niente di queste due case e vado sollo sulle descrizioni e sulle recensioni, siamo proprio al brivido blu.
Prendo una cosa anche per il marito!

Va da sé che posso anche comprarmi dei campioncini.

 

Per adesso ciò che mi sembra interessante sarebbe, per Fragonard: ... rullo di tamburi! 

Grain de Soleil, che dicono sappia di gelsomino cannella e un zinzino di incenso

Emilie
, che dicono sappia di rosa, viola, mughetto e gelsomino (Paris di YSL? Ho trovato la recensione di una donna che lo paragonava a un lillà candito)

Capucine
, che dicono sia talcato e rosato e un pochino verde e me il talcato piace assai, e mi piace Nantucket Briar che è talcato ed amaro (ma il marito lo detesta)

Baroque
, che non si capisce assolutamente di cosa debba sapere, se non di tutto un po', un po' di rosa, un po' di legno, un po' di vaniglia, un po' di zenzero... alè svuotiamo il frigorifero!

Just un baiser
, che dicono sappia di mandarino, pera, violetta, fragola, mora di bosco, vaniglia, ambra e muschio, che sembrerebbe una roba tipo adesso arriva una carie. Tra l'altro costa 35 euro per 200 ml per cui non costa tanto, al litro (pregio), ma, se hai proprio sbagliato acquisto, non ti passa proprio più, lo sconterai per anni (difetto), lo spruzzerai sui tappetini del bagno, ne donerai campioni a chiunque, cose così.

Più Papa cherie da uomo, che è in lista come regalo al marito per via del cedro (ma c'è pure sto cavolo di bergamotto, mah! Come sarà?).

Ovviamente, per quanto possano costare poco, non ho la minima intenzione di acquistarli tutti, anche perché un salwar ogni tanto ci puà anche stare, 6 salwar in una botta sola proprio no.

Va da sé che posso anche comprarmi dei campioncini.


Per I Profumi di Firenze:

Tuberosa d'autunno
, che dicono sappia di tuberosa, ma pure di terriccio, di sottobosco, di umido... di compost?

Caterina De Medici
, che dicono sia una specie di clone di Anais Anais, genere fiorito fresco e leggero, insomma

Talco delicato
, che dicono sappia, appunto, di talco, con un po' di rosa e un po' di limone. Si vede che mi manca la fase Fissan/Johnson/Mustela.

 

Ne ho quindi da riflettere e comprare nei momenti oziosi, per poi, quasi sicuramente, non comprare nulla :D

Beh, no, proprio nulla no. 

Va da sé che posso anche comprarmi dei campioncini. 

postato da SpezzaIncantesimi alle 22:35 ÷ link ÷ commenti (13)


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