Spin, etc... etc...
cuore selvaggio | Spin, etc... etc...
... ma che politica, che cultura? sono solo canzonette

venerdì, 06 ottobre 2006


E mentre ero a casa mi è arrivata una telefonata dalla Valle Operosa... del tutto inutile per altro perché io sono una Irrilevante e quindi se la potevano pure risparmiare.

La domanda è stata "come facciamo a fare...?"

Ora, se io fossi stata in un'altra epoca della mia vita, piuttosto distante, magari avrei anche provato piacere, che forse non ero una Irrilevante, ma una Necessaria. La vispa Teresa che tutta giuliva gridava a distesa. E che cosa gridava mai? Istruzioni del tipo fa così e poi cosà però poi dovresti controllare che...

Mi sarebbe sfuggito il punto di base: i soldi. Necessità ed Irrilevanza, sul lavoro, hanno una corrispondenza molto precisa con questa unità di misura. Tutto il resto sono chiacchiere, cerone di scena, fondali dipinti, gioco di luci.

Motivo per cui, ieri, invece, mi è venuto un incredibile travaso di bile e, dopo la sfilza di istruzioni educate, mi sono ritrovata a parlare da sola, nel soggiorno di casa mia, con un interlocutore immaginario e con un linguaggio da sagra del porcaio.

Vabbè, poi passa.
Chissà mio figlio, che si stava guardando un cartone, che ricordi avrà di me... mia madre la psicopatica?

Non mi interessa il poverina, che non serve, in realtà di questa arrabbiatura avrei voglia di farne qualcosa d'altro, come se ad arrabbiarsi fosse mio figlio ed io dovessi essere la bravissima educatrice, che dipana i fili e scioglie i nodi uno per uno. Fosse facile... una parola.
Cosa vorrei per lui? Che fosse un sommerso o che fosse un salvato?

Dietro ci sono altri discorsi, che non sono il disturbo di una telefonata, in fondo minimo:

-  il fatto che, nonostante dietro ad un errore ci sia un nome ed un cognome, alla fine quelli chiamati a sorbirsi le scenate sono sempre i soliti tre minchioni; ieri, per esempio, hanno assaltato in due quel poveraccio del collega rigoroso nella Saletta delle Fustigazioni e per me lo hanno assaltato proprio ieri perché sarebbe stato da solo a dover rispondere di qualcosa in cui siamo dentro minimo in due, e lui dice sempre si, scusatemi.

Non sono scema e come funziona lo so, la miglior difesa è l'attacco, l'ho sperimentato. Se poi l'attaccato fa atto di sottomissione è una pacchia.

Su questo da fare c'è poco.
Però, non è che uno si deve far prendere per fesso prendendosi per forze le colpe altrui, perché non ribaltare il problema e lasciar scegliere ad un altro se è il caso di dare la colpa al panda o se dire che la colpa non c'è e prendersela con il fato? Perché non farlo? Chi lo vieta?

In parte, forse, il rompere la logica del branco, che i nomi ed i cognomi non li facciamo nemmeno noi. Taciamo.
Proteggiamo il collega svanito, ma lui protegge noi? O a volte fa a scariabarile in modo apparentemente ingenuo?
Non è la prima volta che a me tocca la scenata che sarebbe dovuta toccare a lui, e non solo a me, diciamolo. Ma non l'ho mai visto intervenire e dire che questo o quello era una responsabilità sua.
Perché è svagato?
Forse.

Ma che siamo minchioni è sicuro.

Attenzione, il capro espiatorio esiste, serve a far star bene tutta la comunità, e qualcuno lo deve pur fare. Solo che sarebbe anche giusto che se così è per far felici tutti, allora che sia chiaro per tutti che è così, così uno fa spallucce e la prende con filosofia: oggi è il terzo giovedi del mese e ho il mio turno di gogna per farvi contenti così non litigate. 

E si, lo so, sono sempre gli stracci che volano in aria, si sa.


- un capo che non ascolta le obiezioni tecniche, perché, apparentemente non le comprende.
Che poi, io non so che pensare davvero, non credo alla stupidità del supercapo, che non è possibile essere sempre stupidi e sempre salvati, non ci credo troppo ad una fortuna sfacciata. Secondo me c'è strategia in queste scenate in questo far finta di sapere o di non sapere.

Lasciar correre come sempre, che non ne vale la pena o puntualizzare?

Al collega estroso il voler puntualizzare non porta molto bene... di solito finisce che si becca del ca..one.

- poi c'è pure che io mi vado sempre più convincendo che se ti capita qualcosa è perché in fondo, lo hai permesso tu, poche storie.
Si poi ci sarà il caso, non dico di no, cammini per la strada e ti colpisce un fulmine, o un camion ti investe mentre sei sul marciapiede, cose così.
Ma, per altre cose, siamo sempre noi, che scegliamo le nostre torture. O ci piacciono, o ci piace il profumo di santità che esala il martirio, o ci piace essere in qualche modo amati pagando qualcosa.
E' come se un gatto si strappasse via le unghiette da solo in modo che tutti siano contenti perchè così non graffia più accidentalmente o non rovina mobili o stoffa.

Non si può, è contro natura.
E questo mi scoccia perché il problema a questo punto sarebbe mio, mica degli altri e non mi piace quella classica aggressività femminile così irrazionale e così gnegneista e così io-io-io-io-io in cui ogni tanto finisci per imbatterti, ma odio pure la conciliazione estrema. Non si può esere cani e scodinzoalre ad ogni passante, e che sarebbe la vita?

 

Lunedi scrivo un paio di mail e poi cercherò di sottopormi ad una dieta mentale, fatta di puntualizzazioni, spero liberatorie. Vediamo di usare una nuova strategia, meno conciliatoria, se possibilie e più aggressiva.
Mi pesa, mi pesa parecchio, non sono portata. Però se stessi parlando con mio figlio certe cose gliele direi così, non gli direi poverino. Non mi pare neanche giusto pretendere ipoteticamente da un figlio quello che tu non saresti disposto a fare. 

Mi vorrei in certe cose molto diversa.

E' davvero possibile osservare se stessi e dare una aggiustatina qua e una là? Sono scettica.

Vedi le dificoltà che ho con la dieta.

 

postato da SpezzaIncantesimi alle 11:34 ÷ link ÷ commenti (10)


sabato, 11 ottobre 2003

Proseguo....


Ovviamente stiamo parlando di una produzione popolare, ma ciò non toglie che nel suo genere fosse davvero ben fatta e sapesse "acchiappare".


Ovviamente è una storia che può essere ambientata solo in un'epoca ottocentesca, dove davvero il punto focale della vita di una donna era il matrimonio. Ci sono tanti romanzi rosa ambientati ai giorni nostri che raccontano ancora la stessa favola: Cenerentola, che, sposando il principe azzurro, si libera dalla necessità del lavoro e da una vita a reddito medio-basso (e fa sesso favoloso, ovviamente), ma questa ridistribuzione dei capitali "fantastica" è spesso poco credibile.


Mi piace fantasticare sulle storie e creare nuove favole sceme per mio uso e consumo: se potessi trasformare questa storia in una fanfic, a quel punto, quello della crisi di Beatrice, metterei una serie di conversazioni, o con la madre superiora, o con una donna forte, anche la zia, perché qui è negativa in quanto non è passiva (in questa fase, poi lo sceneggiatore, maschilista -scherzo, ma non troppo-, la fa diventare veramente "cattiva"), ma ai giorni nostri chi non vorrebbe gestire una propria azienda con successo, conciliando famiglia e lavoro? Tanto di cappello alla donna che ci riesce...
Conversazioni che dovrebbero sfociare in una scelta lavorativa di un qualunque tipo. E al diavolo la coerenza storico-sociale!


E' che ci vogliono ancora un bel po' di anni, rispetto al'ambientazione di questa storia, per vedere donne del ceto medio che lavorano, autosostentandosi davvero. Stranamente, in quell'epoca, le comunità religiose sono le sole comunità femminili che lavorano, si autogestiscono, si autoamministrano, e si autosostentano. Un matriarcato.


postato da SpezzaIncantesimi alle 18:24 ÷ link ÷ commenti (1)


mercoledì, 08 ottobre 2003

Ma a qualcuno interessa cosa altro rode ad Hermione nella mia fanfic? Chi la sta osservando? Qualcuno a cui lei non piace....


Non so se proseguirò l'esperimento: è abbastanza frustrante, peggio che uploadare su un archivio strafrequentato.



Ancora su Cuore Selvaggio.


Di solito, in tanti romanzi ottocenteschi e nei romanzetti rosa di Delly, quando le eroine sono due e l'uomo è uno, abbiamo la bionda contro la mora.
La bionda è eterea, timida, controllata, gentile e raffinata.
La mora è passionale, impulsiva, generosa e orgogliosa. Spesso, ma non sempre, è anche proibita (Rebecca è ebrea, Ivanhoe è un cavaliere cristiano e stiamo al tempo delle Crociate, tanto per fare un esempio, è storicamente accurato che non possa che scegliere Rowena e che Rebecca non venga neanche presa in considerazione come possibile futura compagna).


Di solito l'eroe sceglie la bionda.
Se sceglie la mora allora è una tragedia e il lieto fine non c'è (Pierre di Melville, tanto per fare un paragone "colto").


Il duo Anna/Beatrice è rassicurante proprio per questo: ripropone la mora contro la bionda, la passionalità contro il controllo delle proprie pulsioni.
Quello che sorprende è lo scombinamento del trio, al posto di un uomo conteso, ecco che all'improvviso ne appaiono due. E nessuno dei due è conteso veramente.


Sembra il classico "un lui che può scegliere tra due lei", e, sotto i nostri occhi increduli, diventa "un lei che ama lui, che ama lei, che ama lui".


Sembra il classico "matrimonio imposto dalle famiglie con lei, vittima innocente, che si innamorerà di un altro" e invece quello che non vuole, e che reclama la propria libertà di scelta, è lui.


C'è lei che sceglie di farsi suora per una delusione d'amore (un classico anche questo) eppure la comunità di suore invece di accoglierla la rigetta (è solo una accoglienza apparente, una sorta di colpetto amichevole sulla spalla). Ma non è e non può essere solamente una delusione d'amore.


E' questo che intendo con un mare di cliché ingannevoli che mutano e si accumulano.





postato da SpezzaIncantesimi alle 00:29 ÷ link ÷ commenti (3)


venerdì, 12 settembre 2003

Nel frattempo la posta fa il suo mestiere e la lettera di Andrea arriva alla piantagione.


Dopo una serie di drammatici ed imbarazzatissimi colloqui, tra Beatrice, sua madre e sua zia, la madre di Andrea, colloqui di cui Anna è tenuta all'oscuro, Beatrice sorprende tutti: la decisione di Andrea è un sollievo per lei, lei desiderava da tempo farsi suora. E' andata bene così, e tanti auguri ad Andrea e alla sua futura sposa, chiunque lei sia.
E' vero? Ovviamente no.


La posizione di Beatrice è drammatica veramente, qui non si parla solo di un amore andato a finir male, qui si tratta di tutta una vita vissuta con uno scopo e quello scopo improvvisamente viene meno.
Si tratta della fiducia nella propria famiglia, che viene improvvisamente a mancare.
Si tratta anche del rispetto personale, che certe cose, se si fanno, le si fanno per tempo e con un certo tatto.
Si tratta di uno schiaffo morale a chi si è sempre sacrificato.


Perché il convento? E che altre soluzioni ha Beatrice? Anche lei, così angelica, non desidera perdere la faccia.
Le suore la accettano come novizia, anche se fortemente contrarie: un convento non è un posto di ripiego.






postato da SpezzaIncantesimi alle 14:26 ÷ link ÷ commenti


3msc
agenda0607
agenda0809
agenda0910
casalingando
catene web
cosmesi
cuore selvaggio
dialoghi tra mamme
dieta
fantastiche fanfiction
femministe
frivolerie
il profumo del libro
interviste familiari
la leoparda sul balcone
libri
l immagine in movimento
l orchetto goloso
mary balogh
metafora del frattale
music
orchetto
paula begoun
profumo
squola
surrealtà esoteriche
teoria delle fanfiction
tragici inizi lavorativi
tuessi
valle operosa
viaggi

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003



 



;