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cuore selvaggio | Spin, etc... etc...
... ma che politica, che cultura? sono solo canzonette
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E mentre ero a casa mi è arrivata una telefonata dalla Valle Operosa... del tutto inutile per altro perché io sono una Irrilevante e quindi se la potevano pure risparmiare. Mi sarebbe sfuggito il punto di base: i soldi. Necessità ed Irrilevanza, sul lavoro, hanno una corrispondenza molto precisa con questa unità di misura. Tutto il resto sono chiacchiere, cerone di scena, fondali dipinti, gioco di luci. Motivo per cui, ieri, invece, mi è venuto un incredibile travaso di bile e, dopo la sfilza di istruzioni educate, mi sono ritrovata a parlare da sola, nel soggiorno di casa mia, con un interlocutore immaginario e con un linguaggio da sagra del porcaio. Vabbè, poi passa. Non mi interessa il poverina, che non serve, in realtà di questa arrabbiatura avrei voglia di farne qualcosa d'altro, come se ad arrabbiarsi fosse mio figlio ed io dovessi essere la bravissima educatrice, che dipana i fili e scioglie i nodi uno per uno. Fosse facile... una parola. Dietro ci sono altri discorsi, che non sono il disturbo di una telefonata, in fondo minimo: - il fatto che, nonostante dietro ad un errore ci sia un nome ed un cognome, alla fine quelli chiamati a sorbirsi le scenate sono sempre i soliti tre minchioni; ieri, per esempio, hanno assaltato in due quel poveraccio del collega rigoroso nella Saletta delle Fustigazioni e per me lo hanno assaltato proprio ieri perché sarebbe stato da solo a dover rispondere di qualcosa in cui siamo dentro minimo in due, e lui dice sempre si, scusatemi. Non sono scema e come funziona lo so, la miglior difesa è l'attacco, l'ho sperimentato. Se poi l'attaccato fa atto di sottomissione è una pacchia. Attenzione, il capro espiatorio esiste, serve a far star bene tutta la comunità, e qualcuno lo deve pur fare. Solo che sarebbe anche giusto che se così è per far felici tutti, allora che sia chiaro per tutti che è così, così uno fa spallucce e la prende con filosofia: oggi è il terzo giovedi del mese e ho il mio turno di gogna per farvi contenti così non litigate. Lasciar correre come sempre, che non ne vale la pena o puntualizzare? - poi c'è pure che io mi vado sempre più convincendo che se ti capita qualcosa è perché in fondo, lo hai permesso tu, poche storie.
Lunedi scrivo un paio di mail e poi cercherò di sottopormi ad una dieta mentale, fatta di puntualizzazioni, spero liberatorie. Vediamo di usare una nuova strategia, meno conciliatoria, se possibilie e più aggressiva. E' davvero possibile osservare se stessi e dare una aggiustatina qua e una là? Sono scettica.
postato da SpezzaIncantesimi alle 11:34 ÷ link ÷ commenti (10) Proseguo.... Ovviamente stiamo parlando di una produzione popolare, ma ciò non toglie che nel suo genere fosse davvero ben fatta e sapesse "acchiappare". Ovviamente è una storia che può essere ambientata solo in un'epoca ottocentesca, dove davvero il punto focale della vita di una donna era il matrimonio. Ci sono tanti romanzi rosa ambientati ai giorni nostri che raccontano ancora la stessa favola: Cenerentola, che, sposando il principe azzurro, si libera dalla necessità del lavoro e da una vita a reddito medio-basso (e fa sesso favoloso, ovviamente), ma questa ridistribuzione dei capitali "fantastica" è spesso poco credibile. Mi piace fantasticare sulle storie e creare nuove favole sceme per mio uso e consumo: se potessi trasformare questa storia in una fanfic, a quel punto, quello della crisi di Beatrice, metterei una serie di conversazioni, o con la madre superiora, o con una donna forte, anche la zia, perché qui è negativa in quanto non è passiva (in questa fase, poi lo sceneggiatore, maschilista -scherzo, ma non troppo-, la fa diventare veramente "cattiva"), ma ai giorni nostri chi non vorrebbe gestire una propria azienda con successo, conciliando famiglia e lavoro? Tanto di cappello alla donna che ci riesce... E' che ci vogliono ancora un bel po' di anni, rispetto al'ambientazione di questa storia, per vedere donne del ceto medio che lavorano, autosostentandosi davvero. Stranamente, in quell'epoca, le comunità religiose sono le sole comunità femminili che lavorano, si autogestiscono, si autoamministrano, e si autosostentano. Un matriarcato. postato da SpezzaIncantesimi alle 18:24 ÷ link ÷ commenti (1) Ma a qualcuno interessa cosa altro rode ad Hermione nella mia fanfic? Chi la sta osservando? Qualcuno a cui lei non piace.... Non so se proseguirò l'esperimento: è abbastanza frustrante, peggio che uploadare su un archivio strafrequentato.
Ancora su Cuore Selvaggio. Di solito, in tanti romanzi ottocenteschi e nei romanzetti rosa di Delly, quando le eroine sono due e l'uomo è uno, abbiamo la bionda contro la mora. Di solito l'eroe sceglie la bionda. Il duo Anna/Beatrice è rassicurante proprio per questo: ripropone la mora contro la bionda, la passionalità contro il controllo delle proprie pulsioni. Sembra il classico "un lui che può scegliere tra due lei", e, sotto i nostri occhi increduli, diventa "un lei che ama lui, che ama lei, che ama lui". Sembra il classico "matrimonio imposto dalle famiglie con lei, vittima innocente, che si innamorerà di un altro" e invece quello che non vuole, e che reclama la propria libertà di scelta, è lui. C'è lei che sceglie di farsi suora per una delusione d'amore (un classico anche questo) eppure la comunità di suore invece di accoglierla la rigetta (è solo una accoglienza apparente, una sorta di colpetto amichevole sulla spalla). Ma non è e non può essere solamente una delusione d'amore. E' questo che intendo con un mare di cliché ingannevoli che mutano e si accumulano. postato da SpezzaIncantesimi alle 00:29 ÷ link ÷ commenti (3) Nel frattempo la posta fa il suo mestiere e la lettera di Andrea arriva alla piantagione. Dopo una serie di drammatici ed imbarazzatissimi colloqui, tra Beatrice, sua madre e sua zia, la madre di Andrea, colloqui di cui Anna è tenuta all'oscuro, Beatrice sorprende tutti: la decisione di Andrea è un sollievo per lei, lei desiderava da tempo farsi suora. E' andata bene così, e tanti auguri ad Andrea e alla sua futura sposa, chiunque lei sia. La posizione di Beatrice è drammatica veramente, qui non si parla solo di un amore andato a finir male, qui si tratta di tutta una vita vissuta con uno scopo e quello scopo improvvisamente viene meno. Perché il convento? E che altre soluzioni ha Beatrice? Anche lei, così angelica, non desidera perdere la faccia. postato da SpezzaIncantesimi alle 14:26 ÷ link ÷ commenti |
Le mie fanfiction
La lista non è completa. IN INGLESE
Se una storia vi ha dato piacere, o proprio non ve ne ha dato lasciate una critica costruttiva (cioè non un complimento stucchevole e insincero, per piacere): non si fanno soldi con le fanfic, se non mi puoi regalare una storia in cambio, almeno una grattatina dietro le orecchie!.
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